È stato siglato a Roma il rinnovo e l’ampliamento del Protocollo d’intesa per la legalità e la trasparenza tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), il Ministero dell’Interno e la Regione Marche. La principale novità di questo aggiornamento è l’ingresso strategico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che metterà a disposizione il proprio expertise tecnologico per l’integrazione di sistemi avanzati di Intelligenza Artificiale (IA) nel ciclo di vita dei contratti pubblici.
L’obiettivo dell’accordo va ben oltre la semplice digitalizzazione: punta a trasformare la Regione Marche in un vero e proprio modello d’avanguardia nell’applicazione dell’IA alla trasparenza amministrativa, alla prevenzione della corruzione e, soprattutto, all’ottimizzazione della gestione delle gare e della vigilanza nella fase esecutiva dei contratti.
L’accordo prevede il potenziamento di strumenti come TrasparenzAI e l’assistente virtuale CLARA per facilitare l’accesso ai dati pubblici e supportare le stazioni appaltanti, inclusi i piccoli comuni, nella gestione delle procedure.
La scelta delle Marche come territorio pilota non è affatto casuale. La regione si è dimostrata all’avanguardia nell’elaborazione di una solida giurisprudenza legata al digitale, si pensi alla recente sentenza del T.A.R. Marche n. 758/2026 in merito ai confini della c.d. “riserva di umanità” ai sensi dell’art. 30 del Nuovo Codice degli Appalti. In tale sede, Il Collegio ha legittimato l’utilizzo di supporti algoritmici nell’attività istruttoria, purché il controllo effettivo e l’imputazione del provvedimento finale restino saldamente in capo all’organo umano.
Sul piano pratico, questa svolta tecnologica impatta direttamente sull’operatività delle imprese attraverso due vantaggi strategici: da un lato, è volta a favorire un accesso alle informazioni di gara più semplice e immediato; dall’altro, l’incremento della trasparenza e della monitorabilità delle procedure – abilitato dagli algoritmi del CNR o dall’iniziativa privata – dovrebbe ridurre il rischio di appalti “sartoriali”, a tutela della concorrenza e della parità di condizioni tra i partecipanti.

