L’Avvocato Di Veroli risponde:
Una parte autorevole e sempre più consistente della giurisprudenza amministrativa ritiene che la Pubblica Amministrazione non possa ignorare i dati e le informazioni di cui è già stabilmente in possesso all’interno dei propri archivi istituzionali.
Questo orientamento si fonda sul chiaro disposto dell’art. 18 della legge n. 241/1990, il quale impone alle amministrazioni procedenti di acquisire d’ufficio i documenti e gli stati già detenuti da esse o da altri enti pubblici.
Di conseguenza, se un candidato omette per distrazione un titolo già noto all’ente, l’Amministrazione non può limitarsi a penalizzarlo, ma deve attivarsi per sanare la situazione.
Poiché tuttavia l’applicazione di questo principio di semplificazione e leale collaborazione non è pacifica e varia a seconda del singolo ente, diventa fondamentale sottoporre il proprio bando e la propria domanda all’esame di un avvocato esperto in concorsi pubblici.
Solo un professionista specializzato saprà valutare se, nel caso specifico, vi siano i presupposti per richiedere all’ente l’acquisizione d’ufficio e per contestare l’eventuale esclusione.

